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L'osteoporosi

L’osteoporosi è un disordine scheletrico caratterizzato da un deficit quantitativo di massa ossea e da un’alterata architettura ossea; queste due problematiche vanno a compromettere la resistenza dell’osso aumentando il rischio di fratture.

L’osteoporosi viene classificata in due grandi gruppi: l’osteoporosi primaria, in cui troviamo l’osteoporosi post-menopausale, quella senile e quella del giovane adulto e l’osteoporosi secondaria, associata quindi a cause scatenanti quali per esempio altre patologie (ipertiroidismo, mieloma multiplo, osteogenesi imperfetta), l’uso prolungato di farmaci come il cortisone e l’eparina, l’immobilità.
Si stima che circa 10 milioni di americani siano affetti da osteoporosi, di cui l’80% costituito da donne, e altri 34 milioni siano soggetti a rischio.
Esistono dei fattori di rischio che permettono di valutare la possibilità o meno di essere soggetti dalla patologia, come una forte familiarità positiva (storie materne di fratture), comparsa di menopausa precoce (meno di 45 anni), amenorrea per più di 6 mesi, basso indice di massa corporeo o BMI, uso prolungato di farmaci come il cortisone, immobilizzazione prolungata, presenza di malattie endocrine e gastrointestinali, trapianti d’organo.
L’osteoporosi in sé è asintomatica, ma è associata ad un elevato rischio di complicanze: le fratture.
Si può intervenire?
Ovviamente sì, in particolare è di fondamentale importanza la prevenzione per impedire o rallentare la comparsa della malattia attraverso la correzione dei fattori di rischio.

In che modo?
La National Osteoporosis Foundation (NOF) ha indicato cinque linee guida per prevenire l’osteoporosi:

  1. diete ricche di calcio e vitamina D: il calcio e la vitamina D infatti sono elementi implicati nell’attività degli osteoblasti, le cellule che hanno il compito di deporre nuovo osso;
  2. esercizi con carico;
  3. stile di vita salutare con moderato consumo di alcolici e abolizione del fumo;
  4. controllo medico;
  5. valutazione della densità ossea e uso di farmaci, se indicato dal medico.

Un ruolo di primaria importanza spetta all’esercizio fisico: è stato dimostrato che l’attività fisica incide in modo positivo sul rimodellamento osseo, per cui attività come camminare, salire le scale, fino alla corsa (per i più giovani) sono consigliate nella prevenzione dell’osteoporosi.
Un ulteriore spazio va dato alla prevenzione delle cadute, soprattutto nella popolazione anziana: fratture di colonna vertebrale, di femore e di polso sono conseguenze estremamente frequenti dell’alterata resistenza ossea.

Cosa fare?
Bisogna cercare di eliminare tutti quei pericoli che possono portare ad instabilità e cadute:

  • l’utilizzo di calzature inappropriate, non allacciate o troppo grandi;
  • la mancanza di ausili durante la deambulazione;
  • alzarsi troppo in fretta o troppo bruscamente;
  • camminare con la luce spenta;
  • la presenza di pericoli ambientali come ostacoli, pavimenti scivolosi;
  • persino la presenza di animali domestici può essere causa di cadute (quindi attenzione!)



Ecco alcuni esercizi da poter eseguire da subito in modo autonomo:

ESERCIZIO 1:




distesi a pancia in su con le ginocchia leggermente piegate e le braccia lungo i fianchi, sollevare il bacino contraendo i glutei.
Ripetere 2 volte una serie da 10.








ESERCIZIO 2:






in piedi, sostenendosi a una sedia o a un tavolo, piegare lentamente le ginocchia mantenendo la schiena dritta.
Ripetere 2 volte una serie da 15.









ESERCIZIO 3:






in piedi a fianco a una sedia o a un tavolo per sostenersi, allontanare una gamba dall’altra e poi ritornare lentamente alla posizione di partenza.
Ripetere 20 volte per gamba.









ESERCIZIO 4:






distesi a pancia in su, eseguire un movimento dal basso verso l’alto tenendo il bastone dritto (per rendere l’esercizio ancora più efficace si può attaccare un pesetto, tipo cavigliera, al bastone).
Ripetere 20 volte.







…ma abbandonare il proprio stile di vita sedentario (preferire le scale all’ascensore o scendere una fermata prima con l’autobus ad esempio) è già un ottimo inizio!




Bibliografia
“Esercizio terapeutico: fondamenti e tecniche” C. Kisner, L. A. Colby
“Atlante di anatomia ortopedica di Netter” J. C. Thompson
www.siommms.it Società Italiana dell'Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro
Per le immagini:
www.besport.org